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Rassegna 87 - Agosto 2007
Editoriale RASSEGNA 87

François Burkhardt


“Seppelliamo sempre noi stessi anche sottoterra” (Hans Hollein)

Presentare l'architettura ipogea come un tema di attualità può sembrare eccentrico o anche provocatorio. Invece, come dimostra la storia dell'architettura inclusa quella moderna, si tratta di un tema che per ragioni diverse ha sempre goduto di attualità nella pratica del costruire di tutte le epoche, dall'uomo delle caverne alle città-grattacielo. In particolare dalla metà del XVIII secolo, con il crescere in densità delle città, risulta sempre più in evidenza il ruolo determinante nell'organizzazione della struttura urbana del sottosuolo, che si trova a ospitare importanti infrastrutture. Dai semplici piani cantinati che sono presenti in tutte le case alla fitta rete di condotte per la distribuzione dei fluidi e lo smaltimento delle acque, fino all'organizzazione dei trasporti con le gallerie e le stazioni della metropolitana e delle ferrovie, tante e differenti sono le funzioni e le strutture legate al concetto di spazio sotterraneo. Fuori dei centri urbani le ragioni che spingono a utilizzare gli spazi ipogei si ampliano: i bunker dell'Atlantikwall, la celebre linea di difesa militare tedesca, la Ligne Maginot francese o il Réduit nelle Alpi svizzere sono tutte costruzioni concepite nel sottosuolo e divenute oggi macabre attrazioni turistiche o centri di terapia e sperimentazione sulla fisiologia e la psicologia umana. L'attenzione si sposta così dalla funzione del sottosuolo come realtà puramente strutturale e tecnica alla valutazione della qualità dello spazio vissuto, e ai fenomeni di psicologia della percezione a esso legati. ... continua
Rassegna n. 87


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Mutazioni della città europea
7 marzo 2007, Venezia, IUAV, Dipartimento Urbanistica